Tav, Erri De Luca assolto perché il fatto non sussiste

Lo scrittore era imputato per istigazione a delinquere per le sue dichiarazioni contro il treno ad alta velocità in Val Susa. "Il termine sabotare ha un significato nobile", ha detto in aula prima del verdetto
21 AGO 20
Immagine di Tav, Erri De Luca assolto perché il fatto non sussiste
Il giudice Immacolata Iadeluca del tribunale di Torino ha assolto "perché il fatto non sussiste" lo scrittore Erri De Luca dall'accusa di istigazione a delinquere che gli era stata contestata per aver dichiarato che la Tav va sabotata. Un concetto che lo scrittore ha ribadito stamattina in aula prima che il giudice si ritirasse per decidere.
"E' stata impedita una ingiustizia, quest'aula è un avamposto sul presente prossimo", sono state le prime parole pronunciate da Erri De Luca dopo la sentenza. Prima del verdetto, De Luca ha letto una dichiarazione spontanea in merito hai fatti contestati. "Oggi sarei presente in quest'aula anche se l'imputato non fossi io", aveva esordito lo scrittore dinanzi al giudice. "Se quello che ho detto è reato - ha detto De Luca - continuerò a dirlo e ripeterlo. Il termine sabotare ha un significato nobile, lo hanno utilizzato anche Mandela e Gandhi. La Tav va ostacolata, impedita e intralciata, quindi sabotata per la legittima difesa della salute, del suolo, dell'aria e dell'acqua di una comunità minacciata".